Chi siamo

L’idea di questo sito partecipativo nasce nell’Assemblea civica che si è tenuta nella Sala Consiliare del Comune di Manfredonia il giorno 6 Febbraio 2015, dopo la presentazione ufficiale dell’avvio di uno studio partecipato sullo stato di salute dei cittadini residenti a Manfredonia. Per individuare gli obiettivi, i modi e le azioni conseguenti, lo studio prevede la partecipazione congiunta dei ricercatori, degli enti istituzionali coinvolti e di tutti i cittadini e le cittadine che vorranno partecipare. Su questo sito si possono   raccogliere storie, racconti, interventi, dibattiti e quanto altro si ritenga utile condividere.

PERCHÉ QUESTO STUDIO SULLA POPOLAZIONE

A fine estate 2013  il Sindaco  Angelo Riccardi, ha contattato la Dott.ssa Maria Angela Vigotti per avviare uno studio con l’obiettivo di capire lo stato di salute della popolazione di Manfredonia e risalire, per quanto è possibile nella descrizione, ai tempi dell’incidente del 1976, quando dagli impianti Enichem si sprigionò una nube tossica contenente composti a base di arsenico.

Nel gennaio 2015 è stato firmato un accordo di collaborazione tra CNR, Comune ed ASL  per uno studio che durerà un anno e verrà realizzato con la collaborazione del Comune di Manfredonia, l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (IFC-CNR), sedi di Lecce e di Pisa, la ASL di Foggia, l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR(ISAC-CNR), sedi di Lecce e Bologna, l’Università di Firenze e l’Impresa Sociale no-profit Epidemiologia e Prevenzione di cui è Presidente il Prof Annibale Biggeri. La responsabile scientifica del progetto è la Dott.ssa Vigotti.

L’accordo stabilisce un co-finanziamento da parte del Comune di centotrentamila euro (onnicomprensivi) oltre la disponibilità a collaborare con le proprie strutture al reperimento e messa a disposizione dei dati demografici. La ASL collabora con il proprio personale e con i database sanitari relativi alla mortalità e ai ricoveri ospedalieri. Il CNR contribuisce mettendo a disposizione il lavoro dei propri ricercatori e le proprie attrezzature (strumenti e programmi  di calcolo e quant’altro si renderà necessario). Nell’accordo si prevede anche che il CNR possa coinvolgere nello studio Università e Enti di ricerca sempre restando il principio della collaborazione a fini di ricerca che prevede che i ricercatori siano coinvolti nell’ambito del loro lavoro istituzionale. Nello studio è prevista anche una valutazione ambientale che implica sia una ricostruzione della diffusione degli inquinanti nei giorni all’incidente del 1976, sia una valutazione dello stato attuale, basata su documentazione esistente.

LA PARTECIPAZIONE POPOLARE

Tutto il progetto si basa sui principi della RICERCA PARTECIPATA che prevede la costituzione di un tavolo di lavoro con enti, ricercatori e cittadini/e di Manfredonia, da cui dovrà scaturire, in maggior dettaglio, il disegno dello studio, le modalità del suo svolgimento e, soprattutto, i suoi scopi, i quesiti a cui rispondere e le implicazioni che deriveranno dai risultati.

Per questo occorre il coinvolgimento di persone locali per integrare la documentazione esistente attraverso la raccolta di storie e la testimonianza di Associazioni o singoli\e cittadini\e che rappresentano la Memoria Storica di questa Città.

La sensibilità del Sindaco e l’interesse degli epidemiologi a capire la situazione dello stato di salute a Manfredonia partono naturalmente dalla gravità dell’incidente del 1976. A quarant’anni dall’evento si può essere in grado di valutarne le ripercussioni sullo stato di salute dei cittadini e delle cittadine, quantificarne gli esiti e fare le necessarie previsioni per il futuro. Una ricerca di questo tipo, per essere credibile e produrre indicazioni di sanità pubblica e di prevenzione, ha bisogno del coinvolgimento della popolazione.

La procedura prevede dunque, un calendario di  incontri aperti alla popolazione dove viene discusso cosa vuol dire una partecipata ricerca partecipata e come organizzarne lo svolgimento. E’ fondamentale infatti,che obiettivi, metodi e modi vengano discussi con tutti. Tradizionalmente gli studi su questa materia si fanno in altro modo: si raccolgono i dati disponibili, si revisionano le conoscenze, si fanno delle analisi più o meno standard e i ricercatori si rapportano con le istituzioni di appartenenza e i committenti locali. L’esperienza nel campo ha mostrato però, varie volte, la perdita di credibilità di tale modalità a causa del valzer di esperti che si sono succeduti, delle incertezze nelle perizie e degli insuccessi giudiziari. Ogni fase dello studio,dunque, a cominciare dal disegno, cioè la definizione degli obiettivi, la formulazione dei quesiti, la scelta dei metodi e il piano di analisi, va discussa con la popolazione.